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Il ritratto fotografico

Il ritratto fotografico - rafoto

Dati di scatto: Canon EOS 70D + Sigma 18-250 OS DC HSM f 3,5 – 6,3 Macro, a 43 mm, f6.3, 1/160 sec.

Nel ritratto fotografico, come del resto nella fotografia in generale, ci sono delle “regole” da imparare. Se poi, quando saremo più esperti le vorremo ignorare, per rendere più particolare e personale uno scatto, nessuno ce lo può impedire. Tutto sommato la fotografia è arte ed ognuno di noi la interpreta assecondando i propri gusti.

Alcune regole del ritratto fotografico:

  • Una delle regole principali nella fotografia ritrattistica è quella di mettere a fuoco gli occhi della persona che stiamo fotografando,  sono la cosa più importante e che attirano l’attenzione;
  • ricordatevi di fotografare sempre all’altezza degli occhi, questo da un senso di equità a chi sta osservando la vostra foto;
  • prima di iniziare a fotografare una persona, se non la conoscete,  parlate con lei, mettetela a proprio agio (la tensione si nota negli scatti). Tra fotografo e modello ci deve essere un certo feeling. Anche fare delle battute aiuta;  
  • per valorizzare il ritratto possiamo usare l’effetto bokeh o giocare con il contrasto di colori (come nella foto accanto);

 

 

Cercate di carpire l’essenza della persona che state fotografando. Se riuscite a capire che carattere ha il soggetto che state fotografando e riuscite ad immortalarlo avrete fatto un ottimo ritratto. Per questo sopra vi ho scritto di parlare con il soggetto per metterlo a proprio agio, solo così si aprirà un po di più ed anche voi riuscirete a capire il tipo di persona.

Sul sito di un fotografo di personaggi famosi, ho letto che lui, prima di fotografare il personaggio, ci passa delle giornate insieme, parlandoci, scherzandoci, ponendogli delle domande, tutto questo per capire il tipo di persona nell’ambito personale e non in quello pubblico.

 

L’attrezzatura:

Oltre alla fotocamera, l’attrezzatura può variare in base alla esigenze ad alle situazioni.

Gli obiettivi più indicati sono quelli con lunghezze focali comprese fra i 60 e i 115 millimetri (40 – 70 con APS-C) con un’apertura focale di almeno f4 (se più luminosi è meglio). Nulla vieta di usare altre lunghezze focali per avere effetti diversi. Ad esempio se usassimo un grand’angolo (sotto i 35 millimetri) avremo un effetto “bolla” che “gonfierebbe” il nostro soggetto e l’effetto aumenterebbe con il diminuire della lunghezza focale, il che non è proprio bello, a meno che non cerchiate quel particolare effetto.

Altra attrezzatura che potrebbe servire:

in esterni: almeno un flash, con relativo diffusore (per ammorbidire la luce) o pannelli riflettori, per schiarire le ombre nei ritratti in controluce o luce laterale.

in interni: almeno 2 – 3 flash da posizionare di lato, di fronte e/o sopra il soggetto a seconda dell’effetto che vogliamo ottenere;

–  un set di trigger per pilotare i flash;

– dei bank, soft box e ombrelli per ammorbidire e gestire la luce dei flash.

 

Impostazioni:

A seconda del ritratto fotografico che vogliamo effettuare, abbiamo a disposizione una marea di abbinamenti tempo/diaframma. Se volgiamo ottenere un effetto bokeh molto accentuato, sicuramente un diaframma molto aperto da un f 1.2 ad un f 2.8, ma anche questi valori possono cambiare in

Se usiamo aperture focali di 1.2 – 1.4, facciamo molta attenzione sulla messa a fuoco (che deve essere fatta sugli occhi, se non sono paralleli al piano focale, va fatto sul più vicino a noi), in quanto avremo una profondità di campo (zona a fuoco) molto ristretta, mettendo a fuoco il naso potremmo avere gli occhi completamente sfuocati. 

Se vogliamo avere il viso della nostra modella tutto a fuoco ed avere lo sfondo sfuocato, come nella foto qui sopra, possiamo anche utilizzare un diaframma più chiuso (nelle 2 foto ho usato un’apertura di f6.3), ma dobbiamo scegliere una location in cui lo sfondo sia distante dal nostro soggetto. Come si può notare, comparando le 2 foto di questa pagina, quella in alto ha uno sfondo lontano ed è sfuocato, mentre quella in basso ha uno sfondo vicino che è molto meno sfuocato.

Per quanto riguarda i tempi di esposizione dovremo regolarlo in base al diaframma impostato, per avere una giusta esposizione, facendo attenzione a non scendere sotto ai tempi di sicurezza. Possiamo anche alzare gli ISO se necessario, ma senza esagerare per non trovarci una foto troppo sgranata.

 

La composizione: 

il ritratto fotografico - rafoto

Dati di scatto: Canon EOS 70D + Sigma 18-250 OS DC HSM f 3,5 – 6,3 Macro, a 128 mm, f6.3, 1/160 sec.

Gli errori che si fanno più sovente in questi casi o che vengono percepiti come tali, sono i “tagli” degli arti sotto le giunture (gomiti, ginocchia, ecc.) o quelli della testa all’altezza delle sopracciglia. Sui ritratti molto ravvicinati è ammesso un taglio “soft” del cuoio capelluto, l’importante è non esagerare. Per quanto riguarda gli arti è bene tagliare sopra il gomito o sopra il ginocchio (in base al tipo di ritratto).

Qualcuno dice che è bene inquadrare tutti e 2 gli arti (superiori o inferiori che siano) per dare più tridimensionalità al ritratto, ma se ci piace un ritratto con il soggetto di profilo, come quello qui a fianco, nessuno ci impedirà di farlo. Un consiglio che posso dare è quello di “osservare” la scena inquadrata dall’oculare o dal display della macchina fotografica per renderci conto dello scatto che vogliamo fare ancora prima di scattare.

Se il soggetto è troppo vicino allo sfondo potrebbero crearsi delle ombre fastidiose su quest’ultimo, è buona norma distanziare sempre il soggetto dallo sfondo.

Altra cosa da tener presente, regola che vale per tutti i tipi di foto, fate attenzione agli orizzonti. Esempio: Se fotografiamo il nostro soggetto in riva al mare tenendo quest’ultimo come sfondo, accertiamoci che la linea dell’orizzonte sia perfettamente orizzontale.

Regola che vale per qualsiasi ambiante, sia per le linee orizzontali che verticali.