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La profondità di campo

La profondità di campo è quella zona davanti e dietro il soggetto, che abbiamo messo a fuoco, più o meno estesa, che appare nitida (ma non lo è perfettamente).

L’obiettivo è in grado di mettere a fuoco solo a una precisa distanza (vedi foto sotto). Ciononostante, soggetti più vicini o più lontani rispetto a quello messo a fuoco, possono comunque risultare nitidi in una fotografia. 

La profondità di campo - Rafoto

Foto 1.  100-mm-a-f-2,8

Come si regola la profondità di campo? Agendo su tre fattori, il primo fattore è l’impostazione del diaframma dell’obiettivo, chiudendo il diaframma, es. f32 (foto 2), avremo una maggiore profondità di campo, mentre se lo apriamo f2,8 (foto 1), avremo meno profondità.

La profondità di campo - Rafoto

Foto 2.  100-mm-a-f-32

 

Il secondo fattore è la distanza fra l’obiettivo e il soggetto, più sarà distante maggiore sarà la profondità di campo, e viceversa se lo avvicineremo la ridurremo di conseguenza.

Il terzo fattore è la lunghezza focale dell’obiettivo, come regola generale, si può dire che più un obiettivo ha una focale lunga, minore sarà la sua profondità di campo. 

Di conseguenza se scattiamo con una lunghezza focale di 50 mm, avremo più profondità di campo che scattare con una lunghezza focale di 100 mm (mantenendo l’apertura del diaframma e la distanza del soggetto inalterate).

Detto ciò, se ci dobbiamo cimentare in un ritratto e vogliamo concentrare lo sguardo di chi osserva la foto su di esso, la cosa migliore è sfocare lo sfondo. In questo caso dobbiamo usare un diaframma più aperto possibile, con l’obiettivo non troppo distante dal soggetto che stiamo fotografando. (Si ha una maggiore efficacia dello sfocato quando il soggetto non è troppo vicino allo sfondo).